GIANLUIGI TROVESI E GIANNI COSCIA DUO

26 – 01 / 2019
Teatro Civico

JAZZ E TRADIZIONE

Gianluigi Trovesi – Gianni Coscia Duo

Quello di Gianluigi Trovesi e Gianni Coscia è un sodalizio artistico ultraventennale, capace di produrre sintesi felicissime tra musica colta e popolare, sprigionando momenti di autentica passione nel ridisegnare in chiave jazz la tradizione folklorica. L’affiatamento tra  il clarinettista/sassofonista lombardo (di Nembro, in provincia di Bergamo) e il fisarmonicista piemontese (di Alessandria) emerge particolarmente nelle esibizioni live, dove il potere comunicativo della loro musica, fluida, geniale, a momenti profondamente sentimentale, in altri gioiosamente ironica, suscita nel pubblico un forte impatto emotivo. “Coscia e Trovesi sanno contaminare senza che, salva restando la possibilità di riconoscere la citazione, ne venga a soffrire l’unità del pezzo”, ha scritto Umberto Eco, grande amico del fisarmonicista alessandrino: “l’esecuzione può essere apprezzata ad un livello ‘alto’, cogliendo i rinvii intertestuali, e a livello ‘basso’, come musica tout court, senza essere disturbati dal rimando erudito e malizioso (…) Ecco dunque un modo di rendere popolare la musica colta e colta la musica popolare”.

Dopo l’esordio discografico per l’Egea con “Radici” (1995) e  i grandi successi sotto l’etichetta ECM di “In cerca di cibo” (pubblicato nel 2000), “Round about Weill” (2005) e “Frère Jacques – Round about Offenbach” (2011), Gianluigi  Trovesi e Gianni Coscia proporranno ad Alghero “La misteriosa musica della Regina Loana”, un nuovo progetto dedicato agli evergreen del secolo scorso, che diventerà prossimamente una nuova avventura discografica, ma senza dimenticare gli splendidi temi raccolti in questi ultimi decenni dal fortunato duo. Collegandosi a doppio filo a “La misteriosa fisarmonica della regina Loana”, spettacolo in solo di Coscia dedicato alla grande figura dell’amico fraterno Umberto Eco, e al  romanzo di quest’ultimo “La misteriosa fiamma della Regina Loana”, questo lavoro del duo  porta a sintesi il tutto in unico concetto, diventando dunque “La misteriosa musica della Regina Loana”, sottotitolo nascosto di un lavoro che vuole proporre l’eccellenza musicale di due fra i più straordinari artisti del nostro tempo, capaci di raccontare (anche a parole, con ironia e teatralità) storie padane e emozioni uniche.

Classe 1931, Gianni Coscia ha all’attivo esperienze e collaborazioni variegate: ha suonato con grandi musicisti italiani e d’oltreoceano, eseguito con orchestre la musica di Kurt Weill e Astor Piazzolla, partecipato alle registrazioni di dischi di De André (“Anime Salve”) e di Giorgio Conte, accompagnato cantanti come Gioconda Cilio, Maria Pia De Vito, Lucia Minetti, Milva. Da sempre dedito al jazz, l’ex avvocato alessandrino ha improntato la sua ricerca al recupero e alla rivisitazione in chiave jazzistica della musica tradizionale, del suo retroterra culturale: un percorso intrapreso nel 1989 con un disco come “La briscola” e che di lì a poco avrebbe incrociato quello di Gianluigi Trovesi, come lui votato a un “jazz delle radici”, dando vita nel 1994 a un sodalizio artistico tra i più originali e duraturi.

Nato a Nembro (in provincia di Bergamo) nel 1944, Trovesi ha raggiunto la sua maturità espressiva relativamente tardi, dando forma a un mondo musicale immediatamente riconoscibile e allo stesso tempo del tutto originale. La musica da ballo e da banda dell’infanzia, la scoperta del jazz in tutte le sue forme, la ricerca delle radici popolari della tradizione classica italiana si intrecciano nella sua musica in un dialogo fruttuoso, felicemente coniugate dal suo multiforme talento di strumentista improvvisatore e di originalissimo compositore. Dopo il diploma in clarinetto nel 1966, inizia la sua attività in complessi di musica accademica, da ballo e jazz. Dopo importanti esperienze con Franco Cerri e Giorgio Gaslini, vince il concorso nazionale per primo clarinetto e sax alto solista dell’Orchestra Nazionale della Rai di Milano. I primi dischi a suo nome “Baghet” e “Cinque piccole storie” incisi alla fine degli anni Settanta lo fanno conoscere sulla scena jazzistica italiana e internazionale. Con il suo Trio, dal 1978, poi con l’Ottetto, dal 1991, si afferma sviluppando un linguaggio che associa al jazz memorie e codici di musiche diverse, popolari e colte. Molte orchestre nazionali e internazionali lo invitano ad eseguire sue composizioni; tante e di prestigio anche le sue collaborazioni con musicisti italiani – in particolare Paolo Fresu e Enrico Rava – e stranieri come  Kenny Wheeler, Misha Mengelber, Anthony Braxton, Keith Tippett, Cecil Taylor, Misha Mengelberg, Michel Portal e Louis Sclavis, tra gli altri. Insignito per meriti artistici dei titoli di Ufficiale della Repubblica Italiana (Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi), Chevalier de l’ordre des Arts et des Lettres (République Française) e Commendatore dell’ordine al merito della Repubblica Italiana (Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano), nel sua palmares conta, tra gli altri riconoscimenti, quattro allori di miglior  jazzista italiano nel referendum annuale della rivista Musica Jazz (1988, 1992, 1998 e 2000).