MARIO BRUNELLO CELLO SOLO

2 – 11 / 2018
Cattedrale Santa Maria

JAZZ E SACRO

MARIO BRUNELLO CELLO SOLO

Un nome illustre della scena musicale internazionale per inaugurare in bellezza la seconda edizione di JazzAlguer: Mario Brunello, concertista affermato nel campo della classica ma anche artista aperto alla sperimentazione in altri ambiti. Primo italiano a vincere il Concorso Tckaikovsky di Mosca, il violoncellista di Castelfranco Veneto (classe 1960) è stato ospite delle più prestigiose compagini orchestrali: la London Philharmonic, la Munich Philharmonic, la Philadelphia Orchestra, la Mahler Chamber Orchestra, l’Orchestre Philharmonique de Radio-France, la Deutsches Symphonie-Orchester Berlin, la London Symphony, NHK Symphony di Tokyo, la Kioi Sinfonietta, la Filarmonica della Scala, l’orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, tra le altre, lavorando con direttori come Antonio Pappano, Valery Gergiev, Yuri Temirkanov, Manfred Honeck, Riccardo Chailly, Vladimir Jurowski, Ton Koopman, Riccardo Muti, Daniele Gatti, Myung-Whun Chung, Seiji Ozawa. Tante e di vaglia anche le esperienze in ambito cameristico, dove conta collaborazioni con artisti del calibro di Gidon Kremer, Yuri Bashmet, Martha Argerich, Andrea Lucchesini, Frank Peter Zimmermann, Isabelle Faust, Maurizio Pollini e l’Hugo Wolf Quartet.

Ma Brunello non è solo un grande interprete di musica classica: il violoncellista veneto ha infatti riservato ampio spazio anche a progetti che coinvolgono altri codici e forme d’arte, collaborando e interagendo con personaggi e artisti di diversa appartenenza culturale, come gli attori Marco Paolini e Moni Ovadia, i cantautori Gianmaria Testa e Vinicio Capossela, l’astrofisica Margherita Hack, i jazzisti Uri Caine e Paolo Fresu.

I diversi generi artistici si riflettono nell’ampia discografia di Brunello, che include opere di Bach, Beethoven, Brahms, Schubert, Haydn, Vivaldi, Chopin, Janáček, Dvorak, Tavener e Sollima. Accademico di Santa Cecilia, direttore artistico dei festival Arte Sella e I Suoni delle Dolomiti, ha pubblicato tre libri, l’ultimo dei quali con Gustavo Zagrebelsky, ed è Accademico di Santa Cecilia. Suona un prezioso violoncello Maggini dei primi del Seicento, appartenuto a Franco Rossi.